Made in Italy: la trappola dell’Italian Sounding
Il mercato dei prodotti simil-italiani

Parmigiano, Prosciutto di Parma, Prosciutto San Daniele, Asiago, Fontina, mozzarella di bufala. Tutti con un tricolore, un Colosseo o un Vesuvio, tutto tranne  che italiani, tutt'altro che DOP, con un prezzo, rispetto agli originali, inferiore anche dell’80%, e capace di generare un fatturato complessivo tre volte maggiore a quello delle esportazioni italiane.

Cambozola, Parmesào, sono soltanto alcuni dei prodotti che alimentano il mercato dell'“Italian sounding” Food.

Un mercato da 54 miliardi di euro l'anno.

Il mercato alimentare del Made in Italy, quello autentico, se esportato a dovere, potrebbe rappresentare una vera e propria miniera d'oro per le Imprese che decidono di allargare i propri orizzonti, conquistando una ricchissima fetta di mercato, ora in mano ai produttori di imitazioni.

Il CETA (in inglese Comprehensive Economic and Trade Agreement, letteralmente "Accordo economico e commerciale globale"), il trattato di libero scambio tra Canada e Unione Europea, ha, tra i suoi quattro punti cardine, proprio quello della tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici.

Questa clausola ,fortemente richiesta dagli agricoltori europei, è stata il punto più combattuto del negoziato, ma anche quello più apprezzato dalle PMI, in quanto permette, finalmente, alle aziende italiane di approcciarsi al mercato Canadese ,senza essere ostacolati dalle tasse doganali e competendo contro i prodotti “Italian Sounding” non sul prezzo (che dovrebbe già essere un campanello di allarme sulla qualità di questi prodotti) ma su un terreno dove l’Italia è stata sempre leader del settore: la Qualità.

Citando il sito dell'UE, infatti, "Il CETA avvantaggerà le piccole e medie imprese: eliminando i dazi doganali, rendendo più facile per loro presentare offerte per gli appalti pubblici in Canada, eliminando la costosa duplicazione delle prove in alcuni settori, rafforzando la protezione del diritto d'autore, garantendo che imitazioni dei prodotti alimentari e delle bevande tradizionali europei non siano venduti come prodotti autentici".

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